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GEMELLAGGIO CASCIA - GENOVA - TORRIGLIA
28 Aprile 2010
OMELIA DEL VESCOVO S. E. MONS. MARTINO CANESSA
Vescovo di Tortona
La cittadinanza di Torriglia, in questo pomeriggio, vive un evento particolarmente significativo: l’incontro, nel nome di Santa Rita e della Beata Maria Teresa Fasce con la delegazione di Cascia, formata da Sua Eccellenza Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto, del Sindaco di quella cittadina e dai Superiori dell’Ordine Agostiniano. A questi illustri ospiti porgiamo il nostro più deferente saluto. Sono anche presenti rappresentanti della Provincia e del Comune di Genova: anche a loro il nostro più rispettoso saluto. La popolazione di Torriglia, col proprio Parroco, con il Sindaco e il Vescovo manifesta la più sentita soddisfazione per questo incontro che rafforza l’affetto e la devozione per la Beata Fasce ed offre l’opportunità di evidenziare anche l’importanza che ha avuto la figura della nostra Beata nello sviluppo della vita materiale e spirituale del Monastero e nella diffusione nel mondo della devozione a Santa Rita.
La Beata Fasce, infatti all’età di 25 anni, dopo aver superato l’opposizione della famiglia, nel 1906 poté dare concretezza al suo desiderio di seguire la spiritualità di Santa Rita, vissuta e morta nel Monastero di Cascia e proclamata Santa da Leone XIII° nel 1900. La Beata dopo l’iniziale sorpresa per la vita alquanto rilassata delle monache e dopo un periodo di ripensamento trascorso in famiglia, rientrò in monastero ben decisa con la sua presenza e la sua opera a portare il suo contributo per rilanciare la vita spirituale. La sua impronta divenne efficace con la sua elezione ad Abbadessa nel 1920. Restò alla guida delle sue consorelle per ben 27 anni, sino alla morte. Con fermezza, amorevolezza e tanta umiltà riuscì a ridonare al Monastero il suo giusto equilibrio umano e spirituale. Divenne propagatrice, attraverso il periodico “Dalle Api alle Rose”, da lei fondato, della devozione nel mondo a Santa Rita, allora conosciuta solo in Umbria e poco più. Promosse pellegrinaggi che a quell’epoca per Cascia rappresentavano un evento eccezionale. Aprì il monastero alla carità con la realizzazione del”Alveare di S. Rita” per accogliere ragazze con famiglia in difficoltà. Pensò di costruire un Santuario in grado di accogliere i pellegrini che lei intravedeva sarebbero stati sempre più numerosi. Ci riuscì a prezzo di notevoli sacrifici, di’incomprensioni, di amarezze, di cause giudiziarie. Non ebbe la soddisfazione di vederlo del tutto ultimato, perché fu consacrato quattro mesi dopo la sua morte. L’impegno espresso in 27 anni di conduzione del monastero e i seri disturbi fisici che sempre l’accompagnarono la portarono alla morte a 66 anni di età, il 18 gennaio 1947. Concluse la sua esistenza in fama di santità, che Giovanni Paolo II° ufficialmente riconobbe il 12 ottobre 1997 con la sua beatificazione.Quale messaggio deve rimanere nel cuore dei Torrigliesi, dopo questo incontro con i rappresentanti della comunità di Cascia, che ci ha dato la possibilità di evidenziare l’opera e i meriti della Beata Fasce nei confronti di quel Monastero. La santità della Beata non deve essere vissuta come una gloria campanilistica, ma come stimolo a camminare sulla strada della adesione al Vangelo. Avere una Santa in casa è certamente un privilegio, ma anche una responsabilità.Il Signore, attraverso l’esempio della Beata Fasce, ci chiama a confrontarci in maniera forte con il suo invito alla santità. “Siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”. Il Santo Padre, Benedetto XVI ripetutamente ci ha ricordato questo invito del Signore, ci ha detto: “ E’ ora di riproporre a tutti con convinzione una misura alta della vita cristiana. E’ un contro senso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all’insegna di un’etica minimalista e di una religiosità superficiale”. Ci sia di aiuto la Beata Maria Teresa Fasce.
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Maria Teresa Fasce nacque a Torriglia (Genova) il 27 dicembre 1881, da una famiglia ricca di valori spirituali che furono il terreno fecondo su cui poté sbocciare il fiore della sua vocazione alla vita consacrata. Questo ideale però poté attuarlo superando, con indomita tenacia, non lievi difficoltà.
Il 6 giugno 1906 fu accolta postulante nel Monastero di Cascia, dove aveva tanto desiderato di consacrare la sua giovinezza, perché attratta dal fascino di S. Rita. Ancor giovane, le fu affidato il delicato impegno di Maestra delle Novizie e le guidò, con l'esempio e la parola, alla scoperta del Carisma Agostiniano «Un solo cuore ed un'anima sola protese verso Dio».
Nel 1917 la fiducia delle Consorelle la volle Vicaria e, successivamente la elesse Abbadessa, compito denso di grandi responsabilità, che svolse per 27 anni consecutivi con instancabile zelo, fino alla morte.
Divenne così la "Madre" per eccellenza, non solo per la sua Comunità che guidò con amore vigile e prudente ed alta spiritualità, ma anche per tutti coloro che, di persona o per corrispondenza, ebbero la grazia di beneficiare delle sue attenzioni, dei suoi consigli, della sua inesauribile carità.
Lasciò questa terra di esilio il 18 gennaio 1947, per essere con il Suo Sposo immensamente amato, ma resta vigile presenza nel Monastero, nell'Alveare da Lei fondato per accogliervi bambine orfane e povere, nella Basilica che volle erigere per meglio diffondere il culto di S. Rita e nelle grandi Opere Ritiane che oggi fanno di Cascia una cittadella dello Spirito, faro di luce per il mondo. Beatificata da Giovanni Paolo II il 12 ottobre 1997, la sua salma incorrotta si venera nella Basilica Inferiore, dove i suoi devoti la invocano per rianimare la loro speranza e trovare conforto. La sua festa si celebra il 12 ottobre
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