

SETTIMA STAZIONE
Gesù cade per la seconda volta
C. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa Croce
hai redento il mondo.
C. «Chi è
costui che viene da Edom, da Bozra con le vesti tinte di rosso? Costui,
splendido nella sua veste, che avanza nella pienezza della sua forza?
"Io, che parlo con giustizia, sono grande nel soccorrere". Irrobustite
le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli
smarriti di cuore: "Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la
vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi"». (Is 63,1; 29,4;
35,3-4)
L. Gesù
procede sempre più lentamente. II suo passo si fa sempre più incerto,
vacillante. Spesso lo si vede vacillare paurosamente. Ad ogni passo
sembra debba cadere sfinito. La sua sofferenza e la sua stanchezza
evidentemente stanno raggiungendo il massimo di sopportazione, oltre il
quale è la morte. Non ne può più. Le forze gli vengono meno. Ed è
nuovamente a terra, nella polvere... E' amaro il calice che stai
bevendo, o Gesù. Gli uomini te l'hanno preparato a goccia a goccia, coi
loro peccati. L' hanno colmato fino a farlo traboccare. Anch'io con loro
ti ho preparato quel calice amaro: Signore, abbi pietà di me.
C.
Sostienici, Signore Gesù, con la tua forza, perché possiamo sopportare
serenamente le contraddizioni, parlare con dolcezza e affabilità
all'arrogante e all'importuno. Rendici umili, miti e arrendevoli.,
disponibili alla collaborazione, profondamente buoni anche di fronte
alla provocazione e alla prepotenza. Per Cristo nostro Signore, Amen.
Padre
nostro
Santa Madre
deh voi fate....


OTTAVA STAZIONE
Gesù conforta le pie donne
C. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa Croce
hai redento il mondo.
C. «Si
dirà: "Spianate, spianate, preparate la via, rimuovete gli ostacoli
sulla via del mio popolo".
Poiché così parla l'Alto e
l'Eccelso, che ha una sede eterna e il cui nome è santo: In un luogo
eccelso e santo io dimoro, ma sono anche con gli oppressi e gli
umiliati, per ravvivare lo spirito degli umili e rianimare il cuore
degli oppressi», (Is 57,14-15)
L. Per Gesù
che continua i! suo cammino verso la morte. Non vi è solo odio e crudele
curiosità, ma anche pietà amorosa, come quella di queste popolane di
Gerusalemme, che non temono di mostrare il loro dolore e la loro
compassione per lui piangendo... E Gesù ha visto e ha udito il loro
pianto e i loto lamenti... Fa bene al cuore questa attestazione di
affetto verso Gesù da parte di quelle donne di Gerusalemme. Eppure
sembra quasi che Gesù non la gradisca... Non pensate a me. pensale a
voi! Non piangete per me, ma per voi e per i vostri figli... Succede
anche a me di avere compassione delle tue
sofferenze: mi è anche
facile commuovermi per i peccati degli altri, dimenticando forse troppo
spesso i miei.
C.
Concedici, Signore, di lasciarci penetrare e scuotere dalla forza del
tuo Spirito, perchè la nostra vita, alla luce della tua Parola, sia un
quotidiano cammino nel tuo amore che ci trasforma in apostoli, profeti e
testimoni del tuo Regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre
nostro
Santa Madre
deh voi fate...


NONA STAZIONE
Gesù cade per la terza volta
G. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa Croce
hai redento il mondo.
C. «Così
dice il tuo Signore Dio, il tuo Dio che difende la causa dei suo popolo:
"Ecco io ti tolgo di mano il calice della vertigine, la coppa della mia
ira; tu non lo berrai più. Lo metterò in mano ai tuoi torturatori che ti
dicevano: Curvati che noi ti passiamo sopra. Tu facevi del tuo dorso un
suolo e come una strada per i passanti". La tua gente riedificherà le
antiche rovine, ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti
chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per
abitarvi. Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa;
nessun impuro la percorrerà e gli stolti non vi si aggireranno». (Is
51,22-23; 58,12; 35,8)
L. Il
Golgota e vicinissimo: ancora pochi passi. Ma Gesù è allo stremo delle
forze, non si regge più e stramazza al suolo. Nessuno si china pietoso
su di lui: deve morire in croce! La folla con le sue urla, i soldati con
le loro imprecazioni, vogliono che si rialzi ad ogni costo. Gesù raduna
quel poco di forze che gli restano... e con estrema fatica si rialza e
si mette nuovamente in cammino verso la meta ormai vicina. Ho avuto
troppa fiducia in me stesso, non ho pregato, oppure ho pregato troppo
poco, non ho evitato l'occasione... ed eccomi, o Gesù, ancora una volta
a terra. Ora comprendo le tue parole: «Senza di me non potete fare
nulla». Senza di té non solo non posso far nulla, ma il guaio è che. da
solo, non so che lare il male...
Signore,
tieni viva la nostra fame e sete di te perché sentiamo l'urgenza di
convertirci, di riconciliarci con te e con tutti e di aderire con tutta
l'anima alle richieste del tuo Vangelo. Per Cristo nostro Signore. Amen,
Padre
nostro
Santa Madre
deh voi fate....


DECIMA STAZIONE
Gesù è spogliato delle sue vesti
G. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perche con la tua santa Croce
hai redento il mondo.
C.
«Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come
agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi
tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza
fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato
dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a
morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo
tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella
sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando
offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. (Is 53,7-12}
L.
Finalmente Gesù è giunto al Golgota. Tutto è ormai pronto, anche le
croci. Gli vengono tolte le vesti, appiccicate in più punti al corpo per
il coagularsi del sangue delle ferite prodotte dalla flagellazione...
Non importa se lui soffre! Ecco il suo corpo, coperto di lividi, di
ferite e di sangue... la pena! Ti sei sottoposto, o Gesù, anche a questa
ignominia: spoglio di tutto! E tu mi vuoi cosi; spoglio di tutto ciò che
è mio, che ho fatto mio; spoglio di lutto ciò che ho ripreso dopo
avertelo donato, dopo avervi rinunciato. Vuoi tutto per te. o per
servire te nei miei fratelli...
Signore
Gesù, rendici liberi, spogli delle nostre sicurezze. Sgombra il nostro
cuore dall'avidità di stima, di affetto, dì beni, di piaceri, di sapere.
Toglici l'affanno per il domani e concedici di servirti in letizia e
speranza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre
nostro
Santa Madre deh voi fate....


UNDICESIMA STAZIONE
Gesù viene crocifisso
G. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa Croce
hai redento il inondo.
C.
«...Perché volete ancora essere colpiti, accumulando ribellioni
La testa è tutta
malata, tutto il cuore langue. Dalla pianta dei piedi alla testa non c'è
in esso una parte illesa ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non
sono state ripulite, né fasciate, né curate con olio. Ma al Signore è
piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la
volontà dei Signore». (Is 1.5-6; 53,10)
L. È giunta
l'ora. Gesù viene fatto stendere sul legno trasversale della croce. Vi
si stende, porge una mano. Il boia l'afferra saldamente, la preme contro
il legno, vi punta il chiodo e i colpi di martello si susseguono. Il
chiodo lacera la pelle, le carni... copioso sgorga il sangue. Il pugno
si chiude per lo spasimo: tutto il suo corpo sussulta. Poi è la volta
dell'altra mano e dei piedi. Nei suoi occhi e sul suo volto i segni
viventi di quel tremendo dolore, ma dal suo labbro neppure un lamento...
Il legno viene sollevato e fissato sul palo verticale. Nuovi dolori,
nuovo tormento, altro sangue che sgorga dalle ferite che si allargano.
Tutto quel dolore, tutti quegli spasimi hanno un unico motivo: l'amore!
Questa è senz'altro la croce su cui tu vuoi che io abbia a inchiodarmi
per amare, come te, ogni persona!
C. Aiutaci,
Signore Gesù, ad essere operatori di pace, a perdonare offese,
ingratitudini e torti ricevuti. La tua grazia ci faccia superare
suscettibilità e risentimenti. Il contatto con te. Parola e Pane, plachi
il nostro cuore e lo colmi della tua pace. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre
nostro
Santa Madre
deh voi fate....


DODICESIMA STAZIONE
Gesù muore sulla croce
G. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa Croce
hai redento il mondo.
C.
«Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo
monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il
velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva
tutte le genti. Eliminerà la-morte per sempre; il Signore Dio asciugherà
le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà
scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in
quel giorno: "Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci
salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci,
esultiamo per la sua salvezza*'». (Is 25,6-9)
G. Per tre
ore Gesù agonizza in croce; là, sospeso tra il ciclo e la terra, in un
mare di dolore... Ai piedi della croce vi è Maria, la sua mamma, e,
vicino, Giovanni, l'apostolo prediletto. Gesù allora dice a sua Madre:
«Mamma, ecco il tuo figlio!». E poi a Giovanni: «Ecco la tua mamma!».
Verso le quindici Gesù grida a gran voce: «Dio mio. Dio mio, perché mi
hai abbandonato!». Poi, arso dalla sete, dice: «Tutto è compiuto!». E
di nuovo gridando ad alta voce esclama: «Padre, nelle tue mani
consegno il mio spirito». E, detto ciò, muore. Ecco l'ultimo messaggio,
le ultime parole che tu mi hai voluto affidare prima di consumare il tuo
sacrificio di amore. A me, a noi non resta che inginocchiarci e, in
silenzio, pregare... (pausa).
C.
Maria, sostieni, la nostra fede quando il Signore ci chiede di amarlo
più del progetto, della cosa o della persona più cara; quando tutto
crolla in noi e attorno a noi. Fa' che, come te, speriamo contro ogni
speranza perché sappiamo in chi abbiamo posto la nostra fiducia. Te lo
chiediamo per Cristo Tuo figlio e nostro Signore, Amen,
Padre
nostro
Santa Madre
deh voi fate...


TREDICESIMA STAZIONE
Gesù è calato dalla croce
G. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa Croce
hai redento il mondo.
C. «Quanti
ti vedono ti guardano fìsso, ti osservano attentamente. È questo
l'individuo che sconvolgeva la terra, che faceva tremare i regni, Come
mai sei caduto dal cielo. Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei
stato steso a terra, signore di popoli? Il tuo popolo sarà tutto di
giusti, per sempre avranno in possesso la terra, germogli delle
piantagioni del Signore, lavoro delle sue mani per mostrare la sua
gloria». (Is 14,16; 14,12; 60,21)
L. I nemici
di Gesù potrebbero essere soddisfatti. Finalmente l'hanno tolto di mezzo
e non darà loro più alcun fastidio. Ma quel corpo martoriato, che pende
esanime dalla croce, monumento infame del loro odio e del loro delitto,
è loro insopportabile... Vogliono passare la Pasqua in pace; vanno
perciò da Pilato e chiedono che quel corpo venga tolto dalla croce. Dopo
tanto dolore Gesù può riposare nelle braccia della sua mamma, e Maria se
lo stringe al cuore con lo stesso amore con cui lo aveva stretto a
Betlemme e a Nazareth. Come l'hanno ridotto la cattiveria, l'odio, i
peccati degli uomini... i miei peccati... Vergine addolorata, anch'io
purtroppo ho collaborato al martirio del tuo Gesù, al tuo martirio. Ho
bisogno perciò del tuo amore, della tua compassione, del tuo perdono...
C. Signore
Gesù, che ad ogni battezzato affidi una missione profetica, rendici
costantemente vigilanti per poter annunciare, con la nostra vita, il tuo
amore e dimostrare la tua presenza nel mondo. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre
nostro
Santa Madre
deh voi fate....


QUATTORDICESIMA STAZIONE
Gesù deposto nel sepolcro
G. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa Croce
hai redento il mondo.
Persino i
cipressi gioiscono riguardo a te e anche i cedri del Libano: da quando
tu sei prostrato, non salgono più i tagliaboschi contro di noi. Gli
inferi di sotto si agitano per te, per venirti incontro al tuo arrivo;
per te essi svegliano le ombre, tutti i dominatori della terra, e fanno
sorgere dai loro troni lutti i re delle nazioni. Così dice il Signore:
"Le ricchezze d'Egitto e le merci dell'Etiopia e i Sabei dall'alta
statura passeranno a te, saranno tuoi; lì seguiranno in catene, si
prostreranno davanti a te. ti diranno supplicanti: Solo in te è Dio; non
ce n'è altri; non esistono altri dei. Veramente tu sei un Dio nascosto.
Dio di Israele, salvatore"». (Is 14,8-9; 45.14-15)
L. Ora che
Gesù è stato deposto dalla croce, è necessario seppellirlo. Giuseppe
d'Arimatea inette a disposizione il sepolcro nuovo che si era l'atto
scavare proprio in un poderetto lì vicino. Il corpo di Gesù viene
lavato, spalmato con una mistura di mirra e aloè, e poi l'avvolgono in
un grande lenzuolo, ponendogli sul volto un sudario. Fatto questo,
depongono Gesù nel vicino sepolcro, e. rotolatavi una grossa pietra che
ne chiuda bene l'entrata, se ne vanno. La tua via dolorosa ha avuto un
epilogo: la croce, la morte, la sepoltura. La mia via non può essere
diversa. Dal tuo sepolcro uscirà la nuova vita... dalla mia morte al
peccato ne uscirò vivo, non solo, ma tanto ricco di vita da poterne
donare ai miei fratelli.
C. Signore
della vita, fa
che niente e nessuno ci separi da
te. Nell'ora della prova, il nostro cuore non dubiti del tuo amore e non
venga mai meno la nostra fiducia in te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre
nostro
Santa Madre
deh voi fate....


QUINDICESIMA STAZIONE
È risorto come aveva predetto
G. Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa
Croce hai redento il mondo.
C. «Perché
cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui e risorto» (Lc 24,5-6).
«Beati
coloro che pur non avendo visto crederanno» (Gv 20,29).
L. «Il
prigioniero sarà presto liberato; egli non morirà nella fossa ne
mancherà di pane, lo sono il Signore tuo Dio, che sconvolge il mare così
che ne fremano i flutti, e si chiama Signore degli eserciti, lo ho posto
le mie parole sulla tua bocca, ti ho nascosto sotto L'ombra della mia
mano, quando ho disteso i cieli e fondato la terra, e ho detto a Sion:
"Tu sei mio popolo". "Prorompete insieme in canti di gioia. rovine di
Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato
Gerusalemme, il Signore ha snodato il suo santo braccio davanti a tutti
i popoli; tutti i contini della terra vedranno la salvezza del nostro
Dio"». (Is 51,14-16; 52.9-10)
C. Signore
Gesù, che hai vinto il peccato e la morte, fa' che viviamo sempre per
te. Con la forza dei sacramenti e della preghiera, fa' che gustiamo
l'esperienza di una vita nuova piena di bontà e di amore verso tutti. Tu
che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
