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1.
Dilige et quod vis fac.
Ama e fa' ciò che vuoi. (In Io. Ep. tr. 7, 8)
2.
Fecerunt itaque civitates duas amores duo: terrenam scilicet amor sui usque ad
contemptum Dei, coelestem vero amor Dei usque ad contemptum sui.
Due amori fecero due città: la città terrena l'amore di sé fino al disprezzo di
Dio, la città celeste l'amore di Dio fino al disprezzo di sé. (De civ. Dei 14,
28)
3.
Quis
alius noster est finis nisi pervenire ad regnum, cuius nullus est finis?
Quale altro sarà il nostro fine, che giungere al regno che non avrà fine? (De
Civ. Dei 22, 30.5)
4.
Fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te.
Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa
in te. (Confess. 1, 1, 1)
5.
Pondus meum amor meus, eo feror quocumque feror.
Il mio peso è il mio amore; esso mi porta dovunque mi porto. (Confess. 13, 9,
10)
6.
Delectatio quippe quasi pondus est animae.
Il godimento è appunto quasi la legge di gravitazione dell'anima. (De mus. 6,
11, 29)
7.
Quis
autem veraciter laudat, nisi qui sinceriter amat?
Chi mai loda veramente, se non chi ama sinceramente? (Ep. 140, 18, 45)
8.
Pedes tui, caritas tua est.
I tuoi piedi sono il tuo amore. (En. in ps. 33, d. 2, 10)
9.
Duos
pedes habeto, noli esse claudus.
Abbi due piedi, non essere zoppo. (En. in ps. 33, d. 2, 10)
10.
Dic
animae meae: salus tua ego sum. Sic dic, ut audiam. Ecce aures cordis mei ante
te, Domine; aperi eas et dic animae meae: salus tua ego sum.
Dì all'anima mia: Io sono la tua salvezza (Ps 34, 3). Dillo, che io l'oda. Ecco,
le orecchie del mio cuore stanno davanti alla tua bocca, o Signore. Aprile, e dì
all'anima mia: Io sono la tua salvezza. (Confess. 1, 5, 5)
11.
Sicut aures corporis ad os hominis, sic cor hominis ad aures Dei.
Come l'orecchio nostro alla bocca dell'uomo, così il cuore dell'uomo
all'orecchio di Dio. (En. in ps. 119, 9)
12.
Non corporis voce, quae cum strepitu verberati aeris promitur, sed voce cordis,
quae hominibus silet, Deo autem sicut clamor sonat.
[Ad Dominum clamavi] ... non con la voce del corpo, la cui sonorità risulta
dalla vibrazione dell'aria, ma con la voce del cuore, che è silenziosa per gli
uomini, ma innanzi a Dio risuona come un grido. (En. in ps. 3, 4)
13.
Quid
prodest strepitus oris muto corde?
A che serve lo strepito della voce, se il cuore tace? (In Io. Ev. tr. 9, 13)
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