FESTA DI SANTA RITA 2010

 

 

 

L’ANGOLO DEL RETTORE

 

Gemellaggio di pace e di fede n. 52.

 

 

Tra i messaggi che S. Rita ci ha lasciato, nei suoi 75 anni di vita in famiglia a Roccaporena prima e in Monastero a Cascia dopo, spicca particolarmente il messaggio della PACE, dono tanto prezioso quanto indispensabile, oggi come ieri,  per costruire una città a misura d’uomo, favorendo quella convivenza pacifica e serena anche tra popoli diversi per cultura, estrazione sociale, etnie e confessioni religiose.

 

Un messaggio che ogni anno, in nome di S. Rita,  parte da Cascia per raggiungere città, paesi e continenti dove la nostra Santa è particolarmente conosciuta ed amata. Dopo l’esperienza Filippina dell’anno scorso, il comune di Cascia, nella persona del suo Sindaco, Prof. Gino Emili, insieme al Pastore della nostra Diocesi Spoleto – Norcia, S.E. Mons. Renato Boccardo, sentito il parere delle Monache del Monastero, nella persona della Madre Abbadessa, Suor Natalina Todeschini, con il consenso dei Padri Agostiniani che animano la pastorale del Santuario, si farà latore del  messaggio di Pace di Rita recandolo alla città di Genova, dove S. Rita è molto conosciuta, amata e pregata.

 

Il Gemellaggio, avrà per protagoniste le due comunità locali di Genova, civile e religiosa e avrà  momenti significativi tra le due Amministrazioni Comunali di Cascia e Genova, nella persona dei 2 Sindaci, e tra il Santuario di Cascia e la Parrocchia di S. Nicola di Genova, ( Santuario della Madonnetta), animata dai Padri Agostiniani Scalzi, nella persona del suo Parroco P. Modesto Paris. E’ qui che  l’Arcivescovo di Genova S. E. il Cardinale Angelo  Bagnasco, celebrerà la S. Messa Martedì 27 Aprile ore 18 con l’accensione della Fiaccola della Pace.

 

Tutto nel segno e nel nome di S. Rita, che del dono della pace impreziosì tutta la sua esistenza, sapendo rincuorare cuori e animi, lacerati dall’odio e dalle vendette tra la famiglia del suo sposo assassinato e le famiglie degli assassini di Paolo. Fu per questa riconciliazione che le Monache del Monastero di S. Maria Maddalena di Cascia le permisero di entrare, da vedova, finalmente in clausura.

 

A godere in cielo di questo Gemellaggio con Genova saranno in due: S. Rita e la Beata Madre Teresa Fasce che propria dalla  terra Ligure, precisamente A Torriglia, spiccò il volo per approdare nel Monastero Casciano, dove visse felicemente pur con tanta sofferenza la sua vita monastica, promuovendo in tutto il mondo il culto di S. Rita e dando alla sua Santa una bella e degna dimora, quale è oggi il Santuario dal quale  Rita elargisce grazie, a quanti a lei si rivolgono, rincuorando  cuori afflitti, e ricomponendo  dissidi familiari e sociali.

 

Il Gemellaggio avrà la sua conclusione a Cascia nei giorni 21 – 22 Maggio alla  presenza della Delegazione civile e religiosa di Genova con il ritorno della Fiaccola della Pace e con la solenne Celebrazione Eucaristica nel nome e nel segno di S. Rita, donna di pace per eccellenza, sapendo con la grazia di Dio e con la sua buona volontà perdonare gli assassini del suo sposo Paolo Di Ferdinando Mancini.

 

 

Nel contesto del Gemellaggio è inserita, ormai da anni, la cerimonia della Premiazione di tre donne che, per particolari azioni di carità, di perdono e di solidarietà, si sono distinte nella loro vita quotidiana, da essere così additate all’attenzione della collettività.

 

 

Al comune di Genova, ai Padri Agostiniani Scalzi della Parrocchia di S. Nicola della Madonnetta va tutta la nostra gratitudine per aver dato la loro disponibilità al Gemellaggio,  con l’augurio che S. Rita possa elargire questo dono così prezioso della Pace, a tutta la collettività civile e religiosa di Genova.

 

                                                                                                          Il P. Rettore

                                                                                                      P. Mario De Santis

 

 

 

 

gli agostiniani scalzi a Genova

                                                   S. NICOLA  E  LA  MADONNETTA

Il 23 giugno 1595 giunsero a Genova, provenienti da Roma, i primi quattro agostiniani scalzi per fondare alcuni conventi della nuova Riforma degli Eremitani di S. Agostino, voluta dal capitolo generale dell’Ordine in ottemperanza ai decreti del concilio Tridentino (19 maggio 1592). Li guidava il savonese P. Agostino Maria Bianchi della SS. Trinità, già alunno della congregazione di Lombardia, nominato dal Priore generale suo vicario per le nuove fondazioni in Liguria e Romagna. Dopo una breve permanenza nell’ex-conventino cistercense di S. Margherita alla Rocchetta, quartiere di Sarzano, i religiosi si trasferirono nella zona di Carbonara, sulle alture del Righi, in una modesta villa di campagna con annesso terreno, dono dei nobili Moneglia. Attorno a  questo primo nucleo abitativo sorgeranno, prima la chiesa e il convento di S. Nicola da Tolentino (1597-1601), poi il santuario e il convento della Madonnetta (1695-1696).

Così con l’arrivo degli scalzi a Genova - che aveva accolto fin dal lontano 725 le reliquie di S. Agostino, traslate dalla Sardegna a Pavia, capitale del regno dei Longobardi -  la famiglia agostiniana era ormai al completo annoverando già i canonici regolari (Certosa e S. Teodoro), gli eremitani dell’antica osservanza (S. Agostino e la Cella), la congregazione dei Battistini (la Consolazione). Ed ecco lo specifico del carisma degli scalzi: osservare la Regola agostiniana in tutta la sua esigente portata, guardando al modello del protocenobio di laici consacrati, fondato a Tagaste nel 388. Per questo il 10 dicembre 1599, per volere di Clemente VIII, essi avevano introdotto il quarto voto di umiltà, in linea con il valore primario del Vangelo e della spiritualità agostiniana, sottolineato del resto molto bene nelle prime costituzioni ‘ratisbonensi ‘ del 1294: la vita consacrata agostiniana è servire l’Altissimo in spirito di umiltà.

Con questo patrimonio ideale e spirituale, gli scalzi a Genova hanno dato per oltre due secoli una incisiva testimonianza, vissuta in umiltà accanto agli eventi lieti e tristi della storia religiosa e civile della Repubblica. Il solo convento di S. Nicola ospitava un centinaio di religiosi, diventando un centro di spiritualità, di cultura e di attività sociali. Un solo nome fra tutti: il Ven. P. Antero Micone, grande oratore e scrittore di esegesi biblica e di mistica, che durante la peste del 1657 fu nominato dal senato genovese sovrintendente generale dei  lazzaretti liguri, il quale ci ha lasciato memoria nel suo capolavoro I Lazzaretti di quanto operarono civili e religiosi, fra cui si distinsero non pochi confratelli che offrirono la vita per salvare la popolazione. Morì nel 1686 a Navarino (Peloponneso) come cappellano della galea genovese durante la guerra dei veneziani contro l’impero ottomano.

Con l’avvento di Napoleone, gli ordini religiosi furono soppressi e dovettero abbandonare i conventi (1810-15); la stessa sorte si ripeté con i Savoia (1859-1887), ma gli agostiniani scalzi riuscirono a riscattare i beni confiscati e a riprendere la vita comune con una nuova fioritura di vocazioni. Nel secolo scorso il grande convento di S. Nicola ospitò anche un Istituto parificato (elementari, medie, liceo scientifico) con annesso pensionato (1921-1995), mentre dal 1939 è stata eretta la parrocchia di S. Nicola, che tuttora dà una forte impronta agostiniana  a tutto il territorio.

Accanto alla devozione di S. Nicola, santo molto caro a S. Rita, non poteva certo mancare  la devozione verso la Santa degli Impossibili, così l’immenso popolo dei suoi devoti la invoca e la prega.  Una Santa  che, per altro,  tutta la città di Genova la onora. Una devozione favorita e promossa proprio negli anni 30 tramite quella meravigliosa figura di Monaca Agostiniana che il Monastero di S. Maria Maddalena delle Agostiniane di Cascia si onorò di averla per ben 27 anni Abbadessa,  rispondente al nome di Madre Maria Teresa Fasce, ora Beata, nativa della vicina cittadina di Torriglia, il cui corpo riposa a Cascia nella bella e lineare Basilica Inferiore. Ma è merito di tutta la  grande Famiglia Agostiniana  se il culto di S. Rita a Genova è esploso in modo incredibile,  perché oltre S. Nicola e la Madonnetta, animate dai Padri Agostiniani Scalzi, S. Rita è pregata e lodata anche nella Parrocchia della Consolazione guidata dall’altro ramo della Famiglia Agostiniana.

Ma il vero fulcro dell’attività spirituale degli agostiniani scalzi a Genova con la promozione e il culto dei suoi Santi,  in particolare S. Nicola e S. Rita, è stato e resta senza dubbio il santuario della Madonnetta, realizzato dal Servo di Dio P. Carlo Giacinto Sanguineti (1658-1721). Egli lo costruì nel luogo e secondo il modello che la Madonna gli mostrò, quando gli apparve più volte durante il noviziato, indicandogli anche lo scopo del santuario: la conversione dei peccatori. Egli ne scrisse una particolareggiata memoria, cui si ispirò l’arch. Antonio Ricca. Nel 1695 iniziò la costruzione del santuario e il 15 agosto del 1696 fu inaugurato solennemente dal fondatore, che collocò personalmente una bellissima statua in alabastro della Madonna, portata a Genova da Trapani e donatagli dalla nobildonna Eugenia Moneglia. In quello stesso giorno tutta la città si riconsacrava nella cattedrale alla Madonna, Regina di Genova, per iniziativa del P. Carlo Giacinto. E da quel momento i genovesi la chiamarono affettuosamente: la Madonnetta.

Egli volle adornare le pareti e gli altari con numerosi reliquiari perché assomigliasse ad un aula celeste, evidenziando la finalità specifica del santuario: la misericordia divina che perdona, con il Crocifisso dell’altare maggiore e due splendide Pietà. Inoltre fece scolpire un centinaio di iscrizioni bibliche, che costituiscono un esempio unico di funzionalità didattica. Si può dire che tutta la storia genovese è passata dalla Madonnetta, da quando nel 1712 una rappresentanza del Senato della Repubblica visitò annualmente il santuario per riconfermare la consacrazione della città alla Madonna.

Nel 1977 è stato inaugurato il nuovo Museo, che accoglie una parte delle opere d’arte e degli arredi sacri di cui è dotato il santuario, nonché il bellissimo Presepio: una collezione di un centinaio di sculture lignee o in costume, opera di grandi artisti del ‘600-‘700 (Gaggini, pedevilla, Maragliano, De Scopft, ecc), sistemate in modo permanente nelle grotte del santuario.

 

                                                               Eugenio Cavallari                                     

 

 

 

 

     

 

Immagini della Chiesa di Genova che sarà gemellata con Cascia per la festa di S. Rita