CINTURA DELLA BEATA VERGINE
Il popolo è sensibile alle cose minute; vive delle persone di
famiglia, delle poche cose della casa. della vita dei campi, dei ricordi.
Di tutto quello che ha. Ogni cosa gli parla. e le cose si legano alle persone e le persone alle cose.
Quanto risulta trascurabile nel mondo dell'abbondanza diventa significativo per chi è povero. Avveniva nel Medio Evo ed avviene oggi nel Terzo
mondo.
Non fa meraviglia che il popolo abbia assunto come motivo di pietà quanto riguarda N. Signore. la Madonna, i Santi: i luoghi, le
reliquie gli oggetti personali.
Così elementi di pietà sono diventati: di Gesù la grotta di Betlemme, la casetta di Nazareth (Loreto). le
reliquie della Passione (colonna. legno, chiodi, corona di spine, velo. ecc.), il santo Sepolcro: dei Santi i resti dei loro corpi e gli oggetti da essi usati. Della Madonna, salvo la santa Casa, non dovrebbe esserci rimasto nulla. ma la pietà non ha dimenticato le
sue cose ed ha colto ogni occasione per farne oggetto di devozione (capelli, pettine, velo, camicia. vesti, vasellame, ecc.).
Tra queste la cintura della sua veste. Difficile rintracciare storicamente l'origine della devozione. Una
tradizione, la riprendiamo dal Manuale di Filotea di G. Riva.
«La madre di S. Agostino. S. Monica. Fatta vedova del suo consorte Patrizio, e risoluta di imitare Maria SS.
ma anche
nell'abito, la pregò di farle conoscere come avesse vestito nei giorni della sua vedovanza, specialmente dopo l'Ascensione di Cristo al cielo. La B. Vergine non tardò a compiacerla. Le apparve poco dopo coperta di un'ampia veste che dal collo le andava ai piedi. ma di stoffa così
dozzinale, di taglio così semplice, di colore oscuro che non saprebbe immaginare abito più dimesso e penitenziale.
Ai lombi era stretta da una rozza cintura di pelle che scendeva fin quasi a
terra, al lato sinistro della fibia che la rinfrancava. Indi slacciandosi di propria mano la
cintura, la porse a S. Monica, raccomandandole di portarla costantemente, e di insinuare tale pratica a tutti i fedeli bramosi
del suo speciale patrocinio. Il primo ad approfittarne fu Il figlio S. Agostino e da
lui venne in seguito a diffondersi in ogni ceto di fedeli, specialmente per opera
del benemerito Ordine Agostiniano, la cui regola, con poche modificazioni divenne comune a tutti gli ordini religiosi della vita attiva che
furono più tardi istituiti.
Ora siccome i Papi accordarono ai
cinturati la partecipazione ai beni spirituali che sono propri dell'Ordine
Agostiniano non che degli altri Ordini che dalla regola di S. Agostino presero
la norma dei vivere religioso, è facile comprendere che non v' ha sacro
consorzio in cui possano godersi vantaggi maggiori di quelli che si godono dai
devoti della Madonna della Cintura, ond'è che a Pietro re d'Aragona supplicante
Clemente X di qualche speciale indulgenza, non altri rispose che queste
memorabili parole: Prendete la Cintura di S. Agostino ed avrete tutto quello che
bramate.
I numerosi miracoli poi di guarigioni d'ogni morbo, di preservazione d'ogni
offesa, e di conseguimento d'ogni genere di favori ottenuti con tale devozione
come ha di motto aumentato l'impegno ad ascriversi a sì pia confraternita, così
deve impegnare ancor voi a non trascurare un mezzo così facile e sicuro
per procurarsi ogni bene così spirituale, come temporale, mediante la fedele
pratica di tutto quello che è imposto a tutti gli iscritti,
oltre una vita di penitenza di cui è simbolo la cintura, indicando essa il disprezzo del mondo e la mortificazione tutta propria dei cristiano, e la costante disposizione a camminare senza mai arrestarsi,d'una festa speciale nella domenica successiva al giorno di S. Agostino, che è al 28 di agosto.
Per partecipare a tanti vantaggi si
richiedono tre cose: 1) Farsi iscrivere regolarmente da chi ne ha la facoltà. 2)
Portare costantemente la cintura, benedetta all'atto della iscrizione. 3)
Recitare ogni giorno la corona di 13 Pater, un Credo, e una Salve Regina».
Un'altra storia è segnalata da uno studioso. Si partirebbe da una leggenda,
tuttavia verso la metà dei IV secolo la Cintura la si troverebbe a
Costantinopoli, ed i Greci celebravano la «festa della cintura della Madre di
Dio» il 31 agosto.
Nel 1205 da Costantinopoli passò in Francia, a Soissons, dove ben presto le
venne tributato un grande culto. La si trova però anche a Monteserrat, a
Notre-Dame di Parigi, a Chartres, ad Assisi ed a Prato. I Pratesi le sono
particolarmente devoti per le grazie attribuitele e perché è sempre sfuggita
alle mani dei <<ladri e monaci» che tentavano di rubarla.
Nel retro della pagellina di una «Scuola della B.V. della Cintura»
troviamo segnalati, oltre all'iscrizione, i seguenti obblighi: «Recitare ogni
giorno la corona, od almeno 13 Pater, 13 Ave e 1 Gloria (omessi nella Filotea),
ed 1 Salve Regina».
Nella corona vengono considerati i 12 articoli dei Credo, e nel 13' la Cintura
quale simbolo dell'umanità di Cristo Redentore. Ciascuno conclude con una
invocazione alla Vergine.
La devozione si colloca sulla linea degli scapolari e della Medaglia miracolosa.
Anche la Cintura venne ridotta a dimensioni simboliche. Valgono per questa
devozione le osservazioni fatte alle sunnominate. La forza sta nel segno e nella
preghiera ripetuta e perseverante.
Esiste pure una affinità con il Rosario in quanto la preghiera è legata alla
considerazione dei misteri cristiani.
Degno di nota il richiamo alla penitenza, e più precisamente alla rinuncia delle
vanità nel vestire, e conseguentemente a tutte le altre. Titoli quanto mai
validi per il nostro tempo e non più oggetto di predicazione.
Poiché è una confraternita, ha probabilità di sorgere e perseverare là dove
operano religiosi Agostiniani. Dove sussiste canonicamente eretta, andrebbe
vivificata e riportata al suo spirito genuino, per non limitarsi alla raccolta
della annuale offerta e svuotare la festa stessa.
